Lombardia, sicurezza: maggiore concentrazione di criminalità nei centri urbani

Presentato in Commissione Affari Istituzionali uno studio sui fenomeni delinquenziali nella città metropolitana di Milano e nelle province lombarde

I capoluoghi lombardi mostrano livelli significativamente più elevati di criminalità rispetto alle rispettive province, evidenziando una maggiore concentrazione della criminalità nei principali centri urbani. L’analisi dei reati relativi all’anno 2023 (ultimi dati ufficiali disponibili) evidenzia una netta concentrazione nel capoluogo di Milano, che registra i valori più elevati per tutte le tipologie di furti, con l’unica eccezione dei furti in abitazione, dove il primato spetta alla città di Bergamo.

Questo è quanto emerge dall’indagine “Sicurezza in Lombardia: analisi dei flussi dei fenomeni delinquenziali nella città metropolitana di Milano e nelle province lombarde” effettuata da Polis Lombardia in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore e presentata oggi in Commissione Affari Istituzionali.

La Commissione ha incaricato quest’indagine per conoscere più da vicino nel dettaglio la realtà criminale della nostra regione e delle nostre province, per avere una maggiore conoscenza dei territori, provincia per provincia, capoluogo per capoluogo e per avere quelle informazioni che poi sono necessarie ai decisori politici. Per Regione Lombardia la sicurezza è una priorità importante, al punto che dal 2022 ha investito 11 milioni di euro per dotare la polizia locale di tutta quella strumentazione, dai droni alle bodycam, che sono oggi indispensabili per contrastare una criminalità che viene definita piccola ma in realtà è quella che più colpisce la vita quotidiana, il lavoro e le attività economiche di milioni di cittadini” ha sottolineato il Presidente della Commissione Affari Istituzionali Matteo Forte (FdI) a conclusione della seduta di Commissione.

Il rapporto di Polis Lombardia indaga i fenomeni delinquenziali e fornisce un’analisi dettagliata dei reati denunciati nella città metropolitana di Milano e nelle province lombarde, basandosi sui dati disponibili del Ministero dell’Interno dal 2011 al 2023. Lo studio spiega nel dettaglio come i fattori fisici, funzionali, sociali e culturali vengono soppesati per individuare due categorie fondamentali: l’indice di criminalità appropriativa, relativo a reati come il furto o lo scippo, e l’indice di criminalità violenta, ovvero reati come rapine, omicidi, violenze sessuali.

Per la prima categoria, Milano nel 2023 ha avuto i valori più alti: 53,21 nel capoluogo e 19,16 nella provincia. Il capoluogo con i valori più bassi, invece, è Sondrio: 5,54. Mentre in contesti come Varese e Lecco la distribuzione tra città e provincia è più uniforme.

Per i reati violenti, in testa c’è ancora Milano, con un indice di 39,09, seguita da Brescia (34,9) e Bergamo (34,03). L’indice più basso a Monza: 17,77.

Le province con gli indici più alti di criminalità violenta sono Brescia (16,72), Milano (15,92), Pavia (15,31) e Varese (13,94).  Le differenze tra capoluoghi e rispettive province sono particolarmente pronunciate in alcune aree, come Sondrio (capoluogo 33,68; provincia 10,05), Milano (capoluogo 39,09; provincia 15,92), Lecco (capoluogo 33,69; provincia 10,93), Bergamo (capoluogo 34,03; provincia 13,25), Mantova (capoluogo 32,06; provincia 12,89), Como (capoluogo 28,92; provincia 11,01) e Cremona (capoluogo 27,69; provincia 11,76).

L’analisi dei tassi di delittuosità per i furti nel periodo 2011-2023 evidenzia una tendenza decrescente per tutte le tipologie di reato considerate, con un calo oscillante dei tassi fino al 2020. In quell’anno si registra il valore minimo, influenzato anche dalle misure di restrizione della mobilità adottate durante la pandemia da Covid-19. Tuttavia, dal 2020 al 2023, si osserva un’inversione di tendenza, con una crescita dei tassi, che potrebbe essere attribuita alla ripresa delle attività economiche e sociali post-pandemia.