Consiglio regionale: i lavori pomeridiani di martedì 1 aprile

Discusse alcune mozioni sulla tutela delle minoranze cristiane, sul “Re Arm Europe” e sulla liberazione del Sindaco di Istanbul

Nel corso della seduta pomeridiana il Consiglio regionale, dopo l’approvazione di due mozioni che prevedono nuove misure a favore dell’inclusione scolastica di studenti affetti da diabete di tipo 1 e disturbi dello spettro autistico, e dopo la bocciatura di una mozione sui dazi Usa sull’Europa, ha discusso altre mozioni sulla tutela delle minoranze cristiane, sul “Re Arm Europe” e sulla liberazione del Sindaco di Istanbul, e trattato una interpellanza sul divieto di copertura del volto nei luoghi pubblici. Di seguito la sintesi.

Azioni e iniziative a tutela delle minoranze cristiane, con particolare riguardo all’opposizione a qualunque forma di cristianofobia
Opporsi a qualunque forma di violenza e intolleranza nei confronti di minoranze cristiane e promuovere iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica, compresa quella di illuminare di rosso la facciata di Palazzo Pirelli in occasione del “Red Wednesday”, organizzato dall’associazione “Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS)”.
La mozione è stata presentata da Fratelli d’Italia (primo firmatario Marcello Ventura) ed è stata approvata a maggioranza dall’Aula. Non hanno partecipato al voto il Partito Democratico, Luca Paladini (Patto Civico) e Lisa Noja (Italia Viva) per la bocciatura dell’emendamento presentato dal Consigliere regionale Alfredo Simone Negri (PD), che chiedeva l’estensione delle azioni di contrasto a ogni forma di discriminazione religiosa non limitandone l’impegno solo alle violenze contro i cristiani.
Nel documento viene sottolineato che gli episodi di cristianofobia nei confronti di fedeli e Chiese sono in costante aumento e il numero di rapimenti, pur in diminuzione, rimane significativo.
Le istituzioni – ha detto Ventura – devono attivarsi per sensibilizzare su questo dramma di vasta portata. La violenza e le discriminazioni religiose sono una regressione sociale e civile. Dobbiamo portare avanti un dibattito e un confronto aperto e la Regione Lombardia deve rappresentare un faro per la difesa della libertà e della giustizia”.
Saremmo stati favorevoli al testo – ha spiegato Alfredo Simone Negri (PD) – se si fossero accettate le nostre modifiche. Siamo per la libertà di professare la propria fede religiosa come la propria laicità e mi dispiace che sia stato bocciato il nostro emendamento che chiedeva di estendere le azioni di contrasto previste in caso di cristianofobia a tutte le discriminazioni attuate nei confronti di ogni comunità religiosa”.
“Condividiamo il testo – ha detto
Jacopo Dozio (FI) – e crediamo che mozioni come questa possano servire a sensibilizzare l’opinione pubblica”.
Per Matteo Forte (FdI) “è un tema che si ripropone da secoli e si interseca con questioni geopolitiche. E’ una mozione che ci deve trovare uniti, sensibili e attenti”.
Per Silvia Scurati (Lega) “sono diverse le situazioni internazionali in cui si verificano violenze religiose ma dobbiamo anche guardare a quanto accade all’interno dei nostri confini, dove spesso assistiamo a episodi di integralismo che attentano ai nostri valori cristiani”.
“Sarei stato favorevole – ha spiegato Luca Paladini (Patto Civico) – solo se si fosse trattato di una proposta che tenesse conto di ogni forma di discriminazione”.
Un’occasione preziosa andata persa” ha concluso Carlo Borghetti (PD).
Durante il dibattito è intervenuto anche il Sottosegretario alle relazioni internazionali di Regione Lombardia Raffaele Cattaneo.

Liberazione del Sindaco di Istanbul
Con pesanti accuse è stato arrestato nei giorni scorsi il Sindaco di Istanbul, Ekrem Imamoglu, candidato alle presidenziali 2028 per il principale partito dell’opposizione al Governo di Erdoğan. Su questo tema Onorio Rosati (AVS) e Lisa Noja (Italia Viva) hanno presentato una mozione che è stata approvata all’unanimità dopo alcune modifiche presentate dal Sottosegretario alle Relazioni internazionali di Regione Lombardia Raffaele Cattaneo e accettate dai proponenti.
In particolare, la mozione chiede alla Giunta regionale di segnalare alle Università lombarde, nel pieno rispetto della loro autonomia, la possibilità di conferire una laurea honoris causa a Imamoglu, rendendolo candidabile alle prossime elezioni presidenziali, e dall’altra di intervenire nelle sedi opportune per richiedere il rilascio di tutti i detenuti politici.
La Turchia – hanno spiegato Rosati e Noja – sembra cadere ogni giorno di più in una condizione antidemocratica. L’annullamento della laurea a Imamoglu e il suo arresto confermano questo pericoloso andamento. L’approvazione di questa mozione è molto importante perché testimonia il nostro rispetto per i principi democratici”.
Siamo dalla parte della democrazia e della libertà da sempre– ha detto Ivan Rota (FI) – e non possiamo restare ciechi rispetto a quanto accaduto in Turchia”.
Sosteniamo questo appello – ha detto Alessandro Corbetta (Lega) – ma invito l’Aula a scegliere la democrazia sempre e a non far finta di nulla rispetto a quanto accaduto in Romania e nella stessa Francia”.
E’ giusto condannare il governo turco – ha detto Pierfrancesco Majorino (PD) – e auspico che il documento venga trasmesso velocemente al Governo, quantomeno prima del vertice in programma nei prossimi giorni con la Turchia”. Durante il dibattito sono intervenuti anche i Consiglieri Nicolas Gallizzi (Noi Moderati), Luca Paladini (Patto Civico) e Alberto Mazzoleni (FdI).

Re Arm Europe
Attivarsi presso il Governo e il Parlamento per interrompere il sostegno al piano di riarmo europeo “ReArm Europe/Readiness 2030” a sostegno degli investimenti nella difesa degli Stati membri, e impegnarsi, nelle opportune sedi europee, per la sostituzione integrale del “ReArm Europe/Readiness 2030” con un piano di rilancio e sostegno agli investimenti che promuovano la competitività, gli obiettivi a lungo termine e le priorità politiche dell’Unione europea quali spesa sanitaria, sostegno alle filiere produttive e industriali, incentivi all’occupazione, istruzione, investimenti green e beni pubblici europei, per rendere l’economia dell’Unione più equa, competitiva, sicura e sostenibile.
Questo il contenuto della mozione presentata da Nicola Di Marco (M5Stelle) e respinta dall’Aula, con diversi interventi che hanno sottolineato, a garanzia della pace, la necessità di assicurare strumenti adeguati a garantire la difesa dei propri confini.
Nel corso del dibattito sono intervenuti i Consiglieri Lisa Noja (Italia Viva), Giulio Gallera (Forza Italia), Luca Paladini (Patto Civico), Pierfrancesco Majorino (PD), Onorio Rosati (AVS), Fabrizio Figini (Forza Italia), Michela Palestra (Patto Civico), Alessandro Corbetta (Lega), Christian Garavaglia (FDI) e il Sottosegretario con delega alle Relazioni Internazionali ed Europee Raffaele Cattaneo.

Nel corso del pomeriggio è stata discussa anche una interpellanza presentata da Davide Caparini (Lega) con cui si sollecitava il Presidente della Regione per sapere “quali azioni ha intrapreso e quali intende intraprendere per fare rispettare e dare piena attuazione alla delibera del 2015 che aveva introdotto un divieto di accesso e di permanenza in alcune sedi istituzionali a chi indossa strumenti che rendano difficile il riconoscimento del volto, al fine di garantire la sicurezza pubblica, in risposta anche a minacce terroristiche e per promuovere ordine e convivenza civile”. Il documento chiede inoltre di verificare un’applicazione del divieto “in modo equo e proporzionato, senza discriminazioni, nel pieno rispetto della giurisprudenza italiana ed europea”.
Nella risposta l’Assessore alla Sicurezza Romano La Russa ha ringraziato Caparini “in quanto è giusto non far cadere il silenzio su questi temi” e ha precisato che la delibera del 2015 riguarda esclusivamente gli edifici regionali sui quali Regione Lombardia sta vigilando per intervenire laddove fosse necessario. “Altre sedi -ha aggiunto- sono di competenza delle forze di pubblica sicurezza”.
Il Consigliere Caparini ha concluso preannunciando che presenterà una ulteriore interrogazione, rivolta all’Assessore alla Sanità, per comprendere in che modo si sta facendo rispettare negli ospedali lombardi la regola del divieto di indossare indumenti che impediscano il riconoscimento dei volti. Questo, ha concluso, per contribuire a garantire la parità di diritti tra donne e uomini.

In conclusione dei lavori il Consiglio regionale ha eletto Genesio Lizza come nuovo componente del Collegio sindacale della Fondazione Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCSS) Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico.